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Fungi
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I mwdgfunghi (mwdwFungi, mweamweqL. mweg1753, dal mwewlatino) o mwfamiceticite-ref-2[2] (mwgqdal greco antico μύκης?, mýkēs) sono un mwggregno di organismi mwgweucarioti, mwhaunicellulari e mwhqpluricellulari: comprende più di mwhg700 000 specie conosciute, benché la diversità sia stata stimata in più di 3 milioni di specie.cite-ref-3[3]

mwjaClassificati scientificamente da mwjqLinneo come mwjgPiante, i funghi sono stati poi elevati al rango di mwjwregno da mwkaNees nel 1817 e da mwkqWhittaker nel 1968. Altri organismi storicamente classificati come funghi sono tuttora di classificazione incerta: mwkgThomas Cavalier-Smith ha proposto un sesto regno, mwkwChromista, comprendente le classi dei mwlaHyphochytridiomycetes e mwlqOomycetes. I moderni studi molecolari hanno contribuito a produrre un ordinamento sistematico più obiettivo, basato sulla mwlgfilogenesi, che promette un maggior grado di stabilità. La disciplina che studia i funghi si chiama mwlwmicologia.

Contents

Note

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Etimologia

mwmwFungo e il mwnalatino mwnqfungus (da cui mwngfungi) si accostano al mwnwgreco mwoaspóngos (σπόγγος) o mwoqsphóngos (σφόγγος), "spugna", e all'mwogarmeno mwowsunk, da un tema mediterraneo dalla iniziale interdentalecite-ref-4[4] (cfr. anche latino mwqafīcus ‘fico’, ant. greco mwqqsŷkon (σῦκον) ed ant. armeno mwqgtʿuz (թուզ)).cite-ref-5[5]

Caratteristiche

Gli organismi del regno dei funghi sono accomunati dalle seguenti caratteristiche:

• alimentazione mwvgeterotrofa: i funghi si nutrono di mwvwsostanze organiche elaborate da altri organismi;
• mancanza di mwwqtessuti differenziati e di elementi conduttori di mwwglinfa;
• sistema riproduttivo tramite mwxaspore, e non attraverso uno stadio embrionale come mwxqpiante e mwxganimali.

Al regno dei funghi appartengono inoltre organismi eterotrofi riproducentisi da spore, da molto semplici (unicellulari) a più complessi (pluricellulari) con struttura vegetativa eventualmente organizzata in cellule formanti strutture filamentose dette mwyaife o mwyqmicelio primario, non differenziate in tessuti. A differenza delle cellule vegetali, che hanno una mwygparete costituita prevalentemente da mwywcellulosa, la parete cellulare dei funghi è costituita da differenti glucani (mwzaβ-glucani prevalentemente non cellulosici) e da un altro polisaccaride, la mwzqchitina, polimero dell'mwzgaminozucchero mwzwN-acetil-glucosamina, presente anche nell'esoscheletro degli mwaaartropodicite-ref-6[6]. La chitina, rispetto alla cellulosa, è molto più resistente alla degradazione microbica. In passato i polisaccaridi strutturali chitinosi venivano chiamati mwbqmicosina.

Riguardo ai polisaccaridi di riserva, i funghi possono accumulare, analogamente agli mwbwanimali, sostanze di riserva energetica sotto forma di mwcaglicogeno, differentemente dai vegetali che utilizzano l'mwcqamido. Le cellule che costituiscono le ife possono essere mono o polinucleate e possono essere divise da mwcgsetti. La presenza o meno dei setti è una caratteristica distintiva di alcuni gruppi di funghi rispetto ad altri. Negli mwcwZigomiceti, infatti, le ife non sono settate, cosa che invece è presente negli mwdaAscomiceti, nei mwdqBasidiomiceti e nei mwdgDeuteromiceti.

Il setto può essere:

• intero, senza poro;
• perforato, con poro centrale che consente il passaggio del protoplasma e di organi cellulari;
• a barile o doliporo, con poro circondato da un bordo costituito da fibre di chitina che arriva a formare una struttura cilindrica (presente in alcuni gruppi di mwfaBasidiomiceti).

Le ife si sviluppano all'interno del mwfgsubstrato di crescita fino a formare un reticolo intrecciato detto mwfwmicelio.
Una delle caratteristiche di alcuni funghi è quella di emettere luce, come ad esempio la clitocibe dell'ulivo (mwgqmwggOmphalotus olearius), che si illumina per via delle mwgwlamelle mwhabioluminescenti.

Riproduzione

I funghi si possono riprodurre in maniera mwlaasessuata o mwlqsessuata attraverso la produzione di mwlgspore. In caso di riproduzione sessuata, le spore sono prodotte attraverso la fusione di due o più mwlwnuclei. A seconda del mwmaphylum cui appartengono i funghi che le producono, si parlerà di ascospore (mwmqAscomycota), basidiospore (mwmgBasidiomycota) o zigospore (mwmwZygomycota).

Riproduzione asessuata

La riproduzione asessuata può avvenire per:

• mwoaScissione binaria: come avviene nei mwoqlieviti (mwogAscomycota), consiste nella divisione della cellula madre in due cellule figlie uguali, con lo stesso patrimonio genetico attraverso un processo chiamato mwowmitosi. I funghi che adottano questo sistema riproduttivo hanno un accrescimento esponenziale.

• mwpgGemmazione: comune anch'essa nei lieviti, è un sistema in cui le cellule figlie compaiono come protuberanze (gemme) della cellula madre dalla quale poi si possono distaccare diventando autonome o possono restare attaccate formando una colonia; è diversa dalla scissione in quanto nella gemmazione avviene una ripartizione diseguale del citoplasma.

• mwqqFrammentazione: avviene con il distacco di una parte dell'individuo, più o meno sviluppata, che si accresce in maniera indipendente.

• mwraSporogenesi: attraverso un processo mwrqmitotico vengono prodotte spore (mwrgmitospore), capaci di generare un nuovo individuo, in cellule specializzate (sporocisti). Le mitospore, protette da una spessa parete, possono essere mobili e flagellate (zoospore), oppure no (aplanospore). In alcuni gruppi di funghi viene prodotto un particolare tipo di aplanospore, esternamente alla sporocisti, chiamate conidiospore.

Riproduzione sessuata

La riproduzione sessuata è subordinata alla produzione di spore che, prodotte a milioni da ciascun individuo, vengono diffuse sostanzialmente attraverso il mwtqvento, l'mwtgacqua o gli mwtwinsetti. In numerose specie appartenenti ad esempio ai phyla mwuaOomycota, mwuqZygomycota ed mwugAscomycota le spore maschili e femminili si uniscono formando un'unica struttura polinucleata che in seguito alla fusione dei nuclei (evento che non avviene subito dopo la fusione tra le spore) subisce mwuwmeiosi producendo spore mwvaaploidi, le quali non appena trovate le condizioni adatte germinano formando nuovi miceli. Nelle specie appartenenti al phylum dei mwvqBasidiomycota la spora di una determinata polarità sessuale, una volta raggiunto il terreno o il substrato più adatto, nelle condizioni più favorevoli di umidità e temperatura, germina formando un filamento di cellule detto ifa (micelio primario). Per poter completare il mwvgciclo biologico e organizzare le strutture riproduttive, dal micelio primario si deve passare al micelio secondario, vero organismo fungino. Così l'ifa generata da una spora con carica maschile si unisce ad una con carica sessuale opposta, fenomeno noto come mwvwsomatogamia, per formare il micelio secondario che genererà il frutto (mwwacarpoforo) portatore di nuove sporecite-ref-7[7].

Quando in un micelio i nuclei cellulari, nell'ambito dello stesso mwxgcitoplasma, hanno un patrimonio genetico simile si parla di omocariosi. Può avvenire, invece, che nello stesso citoplasma siano presenti nuclei geneticamente differenti a seguito di mutazione o di fusione di ife geneticamente diverse, in tal caso si parla di eterocariosi, fenomeno scoperto dal mwyqmicologo tedesco Hans Burgeff nel mwyg1912cite-ref-8[8]. L'eterocariosi è fondamentale per l'evoluzione dei funghi in quanto garantisce l'opportuno mescolamento del patrimonio genetico con una conseguente maggior variabilità delle specie.

Nutrizione

Tutti i funghi sono mw0qeterotrofi, cioè ricavano le sostanze nutritive dall'ambiente esterno, assorbendole attraverso le pareti. I funghi costituiscono un anello importante negli mw0gecosistemi in quanto facilitano la decomposizione del materiale organico, permettendo così la chiusura del ciclo della materiamw0w –rendendola nuovamente bio-disponibile.

L'eterotrofia dei funghi li costringe a un tipo di vita dipendente che si può differenziare in tre modalità, distinte in base ai rapporti del fungo stesso con il substrato di crescita: mw1qsaprofitismo, mw1gparassitismo e mw1wmutualismo. A seconda della modalità adottata i funghi quindi si dividono in saprofiti, parassiti e mw2asimbionti mutualistici.

Saprofiti

Si definiscono mw2wsaprofiti tutti quei funghi che degradano sostanze non viventi di origine animale o vegetale in composti meno complessi. Ad esempio vari composti organici come la mw3alignina e la mw3qcellulosa vengono aggredite e disgregate da una miriade di differenti funghi, che con i loro enzimi sono in grado di smontarli e nutrirsene in una catena metabolica molto intricata rendendo questi composti sempre più semplici fino a ottenere un residuo minerale assimilabile dal fungo. Ogni fungo occupa una propria posizione in questa catena di demolitori altamente specializzati, tanto che se per una qualsiasi ragione un anello in questa successione venisse a mancare il processo metabolico si interromperebbe e l'insieme di organismi dipendenti dai precedenti morirebbe. In pratica non esiste composto organico che i funghi non riescano a degradare. Ad esempio, la specie mw3gmw3wAmorphotheca resinae è capace di metabolizzare il mw4acherosene.cite-ref-9[9] Si comprende il ruolo di estrema importanza che questi organismi hanno nel riciclare la materia organica di rifiuto.

Parassiti

Si definiscono mw7qparassiti quei funghi che si nutrono di organismi viventi, portandoli a volte gradatamente a morte. In natura essi operano la selezione dei più forti. Alcuni fra questi funghi, come ad esempio mw7gmw7wArmillaria mellea, dopo un iniziale comportamento da simbionte, diventano parassiti, per cui l'ospite (una pianta) viene ucciso, continuano poi con comportamento saprofita a nutrirsi della loro vittima anche quando questa è ormai morta; al contrario quelli definiti parassiti obbligati per distinguerli dai precedenti che vengono detti facoltativi, muoiono se muore il loro ospite. Il parassitismo colpisce anche i mw8avertebrati (compreso l'uomo), gli insetti e gli stessi funghi, con specializzazioni ancora una volta anche estreme, ad esempio esistono funghi specializzati nel degradare solo le mw8qmw8gtegmine delle cavallette oppure di colpire una particolare specie di insetto. Ne esistono anche di predatori, capaci cioè di catturare, con trappole anche sofisticate (cappi strozzanti, bottoni adesivi), le loro prede. Di recente, si tenta con successo di utilizzare questi parassiti nella lotta biologica contro specie che sono risultate resistenti agli mw8winsetticidi. Ad esempio, le zanzare del genere mw9amw9qAnopheles, portatrici della mw9gmalaria, vengono uccise da mw9wmw-aBeauveria bassiana; basta infatti spruzzare una mw-qemulsione di acqua, olio e micelio, dove l'olio serve a conservare l'umidità necessaria perché il fungo sopravviva.

Simbionti

Si definiscono mw-qsimbionti quelle forme di convivenza tra due specie, lo scambio vantaggioso per entrambi è di tipo mw-gmutualistico. Ad esempio il fungo estrae zuccheri dalle radici della pianta ma per scambio chimico cede sali minerali, azoto, potassio, fosforo.cite-ref-10[10] Il processo di contatto viene detto mwaqmmicorriza.cite-ref-11[11] Il fungo cede anche acqua, nel costruire le mwaqgproteine durante il processo di mwaqkpolimerizzazione tra il mwaqogruppo amminico di un amminoacido e il mwaqsgruppo carbossilico di un secondo, di cui la pianta attraverso l'assorbimento radicale si impadronisce. Si comprende come in caso di siccità questo meccanismo possa essere di grande aiuto. In un altro caso di simbiosi (per esempio con le mwaqwmwaq0Orchidee), il fungo cede zuccheri alla piantina in crescita, almeno fintanto che non si sviluppa il processo di mwaq4fotosintesi, poiché il seme della pianta è estremamente piccolo e non contiene praticamente mwaq8carboidrati, la simbiosi è qui vitale.

La simbiosi dei funghi nei boschi, ma anche in altri habitat, tramite la mwarerete micorrizica riveste un ruolo essenziale di scambio, equilibrio e comunicazione tra le varie piante presenti.cite-ref-12[12]

I funghi possono anche formare simbiosi con delle alghe per formare i mwarclicheni. Questi organismi pionieri sono formati da un fungo (micobionte) e da un'mwargalga verde (fotobionte) e talvolta mwarkcianobatteri.

Sistematica

Classificazione scientifica

Secondo Ainsworth mwasmet al. (1973)cite-ref-13[13] il regno dei Funghi veniva suddiviso in due mwasgdivisioni: mwaskMyxomycota ed Eumycota. In quest'ultima gli autori individuavano cinque sottodivisioni: mwassMastigomycotina, mwaswZygomycotina, mwas0Ascomycotina, mwas4Basidiomycotina e mwas8Deuteromycotina.

Nella rivisitazione del Regno dei Funghi (Hawksworth mwateet al., 1995)cite-ref-14[14] vengono accettati come componenti solo cinque divisioni (mwatyAscomycota, mwatcBasidiomycota, mwatgChytridiomycota, mwatkZygomycota e mwatoCryptomycota)cite-ref-ncbi-1-1[1] mentre i mwat8Myxomycota vengono trasferiti al regno dei mwauaProtisti. Vengono sottordinati i mwauetaxa restanti secondo la classificazione del '95:

• mwauqDivisione mwauuAscomycota

• Classe mwaugAscomycetes

• Ordine Elaphomycetales, mwauwHelotiales, mwau0Pezizales, Sphaeriales, Tuberales

• Classe Dothiomycetes
• Classe Pneumocystidomycetes
• Classe mwavuSaccharomycetes
• Classe Schizosaccharomycetes
• Classe Taphrinomycetes

• mwavsDivisione mwavwBasidiomycota

• Classe mwav8Basidiomycetes

• Sottoclasse mwawiAphyllophoromycetidae

• Ordine mwawuCantharellales, Clavariales, Corticiales, Ganodermatales
• Ordine Hericiales, Hymenochaetales, mwawwPolyporales, mwaw0Thelephorales

• Sottoclasse mwaw8Gasteromycetidae

• Ordine Lycoperdales, Sclerodermatales, Nidulariales, mwaxuPhallales

• Sottoclasse mwaxcHymenomycetidae

• Ordine mwaxoAgaricales, Amanitales, mwaxwBoletales, Cortinariales
• Ordine Entolomatales, Pluteales, mwayeRussulales, Tricholomatales

• Sottoclasse Phragmomycetidae

• Ordine mwaycCalocera

• mwaykDivisione mwayoChytridiomycota
• mwaywDivisione mway0Zygomycota
• mway8Divisione mwazaCryptomycota

Classificazione empirica

Empiricamente i funghi si possono dividere in:

• mwazumicromiceti, spesso agenti patogeni di mwazymicosi o altre mwazcpatologie;
• mwazkmacromiceti, i "funghi di bosco" comunemente intesi, che possono a loro volta essere:

• mwazwmwaz0epigei se il mwaz4corpo fruttifero si sviluppa sopra il terreno;
• mwaaamwaaeipogei se il corpo fruttifero si sviluppa sotto il terreno.

Funghi patogeni

Molte specie di funghi possono causare patologie all'uomo, agli animali e alle piante.cite-ref-15[15] Per l'uomo e gli animali sono mwaa4patogeni alcuni funghi microscopici, che sono causa di mwaa8micosi, come le mwabatigne e il mwabepiede d'atletacite-ref-sanblascalderone-16-0[16]. Tra gli agenti alcuni funghi dei generi mwabymwabcTrichophyton e mwabgmwabkMicrosporum.
Le piante sono attaccate da parecchi funghi, che causano diverse patologie: marciumi alle radici, come i funghi del genere mwabsmwabwArmillaria o mwab0mwab4Rosellinia; marciumi al colletto, come quelli causati da mwab8mwacaPhytophthora o mwacemwaciPythium; presenza di muffe sulle foglie, come nel caso dell'mwacmoidio della vite; marciumi sui frutti, come i funghi del genere mwacqmwacuMonilinia; disseccamenti dei rami, come i funghi del genere mwacymwaccFusarium o mwacgmwackVerticillium. La mwacoperonospora è sicuramente un patogeno ma non è più ormai classificata nel regno dei mwacsFungi.

Funghi patogeni umani

Tra i patogeni umani, di importanza notevole ricordiamo:

Candida

Le mwadgmwadkCandida forniscono importanti agenti patogeni umani che sono più noti per causare infezioni opportunistiche in pazienti immunocompromessi (ad esempio pazienti sottoposti a trapianto, malati di AIDS, malati di cancro). Le infezioni sono difficili da trattare e potenzialmente molto gravi. Il sequenziamento del genoma di mwadomwadsC. albicans e quelle di molte altre clinicamente rilevanti ha fornito un impulso importante per un'analisi genomica comparativa e funzionale. Questi studi stanno aiutando lo sviluppo di strategie diagnostiche sensibili e nuove terapie antimicotichecite-ref-denfert-17-0[17].

Alcuni funghi sono responsabili di infezioni (micosi); per esempio il "mughetto" dei lattanti, che si presenta come tante macchioline bianche in bocca; le tigne, dovute a funghi che si annidano tra i capelli, tra le dita dei piedi e sotto le unghie.

Aspergillus

Spore di mwaekmwaeoAspergillus si trovano quasi ovunque; siamo regolarmente e quasi costantemente esposti ad esse. Tale esposizione è una parte normale della condizione umana e in genere non provoca effetti nocivi. Tuttavia, mwaesAspergillus può causare malattie in tre modi principali: attraverso la produzione di mwaewmicotossine, attraverso l'induzione di risposte allergiche e attraverso infezioni localizzate o sistemiche. Con le ultime due categorie, lo stato immunitario dell'ospite è fondamentale. Allergie e asma si pensa essere causate da una risposta immunitaria attiva contro la presenza di spore fungine o ife. Al contrario, nell'aspergillosi invasiva, il sistema immunitario è in crisi e la difesa non è efficacecite-ref-machidamgomik-18-0[18].

Le specie patogene più comuni sono mwafimwafmAspergillus fumigatus e mwafqmwafuAspergillus flavus. mwafyAspergillus flavus produce mwafcaflatossina che è sia una tossina sia un agente cancerogeno potenzialmente in grado di contaminare alimenti come le noci. mwafgAspergillus fumigatus e mwafkAspergillus clavatus possono causare mwafsallergia. Alcuni mwafwAspergillus causano patologie alle colture di grano e mwaf0mais, sintetizzano mwaf4micotossine tra cui mwaf8aflatossina. L'mwagaaspergillosi è il gruppo di malattie causate da mwageAspergillus. I sintomi comprendono febbre, tosse, dolore toracico o dispnea. Di solito, solo i pazienti con indebolimento del mwagisistema immunitario o con altri deficit mwagmpolmonari sono sensibilicite-ref-sanblascalderone-16-1[16]cite-ref-machidamgomik-18-1[18].

Cryptococcus

mwahy mwahcCryptococcus neoformans può causare una grave forma di mwahgmeningite e meningo-encefalite in pazienti con mwahkHIV e mwahoAIDS. La maggior parte delle specie di mwahsCryptococcus vivono nel terreno e non causano malattie negli esseri umani. mwahwmwah0Cryptococcus neoformans è un importante germe patogeno animale e umano. mwah4Cryptococcus laurentii emwah8 Cryptococcus albidus sono stati conosciuti per causare occasionalmente moderate-gravi malattie nei pazienti umani con sistema immunitario compromesso.mwaia Cryptococcus gattii è endemica in zone tropicali dei continenti mwaiiAfrica e mwaimOceania e può causare malattie in soggetti non immunocompromessicite-ref-sanblascalderone-16-2[16].

Istoplasma

mwajamwajeHistoplasma capsulatum può causare mwajiistoplasmosi in esseri umani, cani e gatti. Il fungo è una diffusa malattia in mwajmAmerica, mwajqAsia meridionale e mwajusud-est asiatico. È endemica in alcune zone degli mwajyStati Uniti. L'infezione è in genere dovuta a inalazione di aria contaminata.

Pneumocystis

mwajo mwajsPneumocystis jirovecii (o mwajwPneumocystis carinii) può causare una forma di mwaj0polmonite nelle persone con debolezza del sistema immunitario, come prematuri, anziani, e pazienti con mwaj8AIDScite-ref-sherris-19-0[19].

Stachybotrys

mwakc mwakgStachybotrys chartarum o "muffa nera" può provocare danni respiratori e forti mal di testa. Essa si verifica in case delle regioni che sono cronicamente umide.

I funghi nell'uso umano e come risorsa alimentare

L'uso umano di funghi per la preparazione del cibo e la loro conservazione sono ampi e hanno una lunga storia. La coltivazione di funghi e la loro raccolta porta allo sviluppo di grandi industrie in molti paesi. Lo studio degli usi storici e l'impatto sociologico dei funghi è noto come mwak0etnomicologia.
A causa della capacità di questo gruppo di produrre una gamma enorme di molecole naturali come mwak8antimicrobici o di altro, molte specie sono da tempo state utilizzati o sono in fase di sviluppo industriale per la produzione, nel campo farmaceutico, di mwalaantibiotici, mwalevitamine e antitumorali o per abbassare il mwalicolesterolo. Più di recente, sono stati sviluppati metodi per l'mwalmingegnerizzazione genetica di funghi, con finalità di ingegneria metabolica delle specie fungine. Per esempio, la modificazione genetica di specie di lieviti, facili a crescere a ritmi rapidi in grandi impianti di fermentazione, ha aperto diverse vie nella produzione farmaceutica di princìpi potenzialmente più efficienti a livello di produzione che non quelli originati da parte degli organismi originali.
Usi diversi dei funghi come insetticidi ed altri di lotta biologica integrata, negli interventi ambientali allo scopo di degradare inquinanti chimici pericolosi, l'uso come mwaluorganismi modello in biologia e l'utilizzo a scopo mwalyallucinogeno o comunque psicotropo di una vasta varietà di specie, sono solo alcuni tra le innumerevoli interazioni delle attività umane con il regno dei funghi.

Vari usi alimentari

Il mwalklievito di mwalobirra o mwalsmwalwSaccharomyces cerevisiae, un fungo unicellulare, è usato per fare il mwal0pane e altri prodotti a base di mwal4grano, come mwal8pizza o altre paste lievitate. Inoltre è la specie di lievito più utilizzata per produrre bevande alcoliche attraverso la mwamafermentazione alcolica, ma sono impiegati anche altre specie di mwameSaccharomyces e, raramente, non mwamiSaccharomyces. L'mwammmwamqAspergillus oryzae, noto come mwamukōji-kin, è un ingrediente essenziale nella produzione di salsa mwamymwamcshoyu (di soia), e la preparazione di mwamgmiso, mentre specie di mwamkmwamoRhizopus sono usate per fare il mwamstempeh. Molti di questi funghi sono specie che sono state selezionate in base alla loro capacità di fermentare gli alimenti senza produrre mwamwmicotossine dannose, ad esempio prodotte da aspergilli molto strettamente connessi a organismi utili. Il mwam0mwam4Quorn, un sostituto della carne, è ottenuto da mwam8Fusarium venenatum.

Specie commestibili e velenose

I funghi commestibili, in senso comune sono in genere un'ampia gamma di specie di macromiceti. Molte sono commercialmente coltivate, ma altre devono essere raccolte in natura. mwancmwangAgaricus bisporus, venduto come fungo mwankchampignon (dal termine francese indicante genericamente i funghi macroscopici) è una specie comunemente mangiata, viene usato in insalate, minestre, e molti altri piatti. Molti funghi asiatici sono coltivati su scala commerciale e hanno via via aumentato la propria popolarità in Occidente. Spesso sono disponibili freschi in negozi e supermercati, tra cui funghi di muschio (mwanomwansVolvariella volvacea), funghi ostrica (mwanwmwan0Pleurotus ostreatus), la mwan4mwan8Lentinula edodes e le mwaoaFlammulina spp..

Ci sono molte più specie di funghi che vengono raccolti dal loro ambiente naturale per il consumo personale o per la vendita commerciale (mwaomprataioli, mwaoqspugnole, mwaoufinferli, mwaoytartufi, mwaoctrombette dei morti e funghi mwaogporcini) e per tale motivo la domanda impone un prezzo elevato sul mercato. Essi sono spesso utilizzati nei piatti d'alta cucina e di cucina tipica.

Alcuni tipi di formaggi richiedono l'inoculazione di cagliata di latte con le specie fungine che conferiscono un sapore unico e la consistenza particolare del formaggio. Alcuni esempi sono il blu di formaggi come mwaooStilton e mwaosRoquefort, che sono fatti per inoculazione con mwaowmwao0Penicillium roqueforti. I ceppi utilizzati nella produzione di formaggio non sono tossici e sono quindi sicuri per il consumo umano, tuttavia, micotossine come aflatossine, roquefortine C, patulina, o altre possono accumularsi a causa della crescita di altri funghi durante la stagionatura e la conservazione.

Molte specie di funghi sono velenose per l'uomo, con differenti gradi di mwao8tossicità, da complicazioni gastrointestinali più o meno lievi fino ad effetti più gravi come allucinazioni, gravi danni agli organi (ad esempio fegato o reni) e la morte.

I generi che comprendono le più note specie tossiche mortali sono mwapemwapiConocybe, mwapmmwapqGalerina, mwapumwapyLepiota, mwapcmwapgGyromitra e mwapkmwapoCortinarius, ma le specie più pericolose appartengono al genere mwapsmwapwAmanita, che comprende anche specie commestibili. Le specie mwap0mwap4Amanita verna mwap8mwaqaAmanita virosa e mwaqemwaqiAmanita phalloides sono responsabili dei più frequenti avvelenamenti mortali da funghi. La mwaqmmwaqqGyromitra esculenta è da alcuni considerata una prelibatezza quando è bollita, ma può esser molto tossica se mangiata cruda o poco cotta. Il mwaqumwaqyTricholoma equestre è stato a lungo considerato commestibile, finché non è stato individuato come responsabile di rari episodi di avvelenamento: un consumo eccessivo di questo fungo ha causato in alcuni casi mwaqcrabdomiolisi anche mortale.

L'mwaqkmwaqoAmanita muscaria è anche causa occasionale di avvelenamenti, anche a seguito di ingestione per l'uso come droga, per i suoi effetti allucinogeni dovuti a fenomeni tossici. Storicamente, questa specie è stata utilizzata da diversi popoli in mwaqsEuropa e mwaqwAsia e il suo utilizzo mwaq0religioso o mwaq4sciamanico. L'uso viene segnalato in alcuni gruppi etnici come il popolo mwaq8Koryak del nord-est della mwaraSiberia. Poiché è difficile individuare con precisione un fungo sicuro, senza un'adeguata formazione e conoscenza, è consigliato di ritenere che un fungo selvatico sia velenoso e quindi non consumarlo.

Esistono anche dei mwarifunghi allucinogeni che contengono mwarmpsilocibina.

I funghi vanno comunque consumati, in genere e se non se ne è mai fatto un uso precedente, saltuariamente ed in modiche quantità in quanto spesso contengono carboidrati complessi e poco comuni negli altri alimenti, primo tra tutti, la chitina, che appesantiscono il lavoro dell'apparato digerente. La risposta dell'organismo a simili stimoli è spesso strettamente individuale, escludendo i casi di allergia ed intolleranza alimentare, la dotazione enzimatica dell'organismo umano atta a digerire queste molecole è estremamente variabile e personale.

Leggenda e mitologia

I funghi, proprio per il fatto che sembrano spuntare dal nulla su mwarsterreno o su tronchi di piante nonché per via della velenosità e la pericolosità di talune specie e per via degli effetti allucinogeni di altre, hanno sin dai tempi antichi suscitato la fantasia degli uomini, avvolgendosi in un alone di mwarwmagia e mistero e divenendo protagonisti di credenze e mwar0leggende popolari.

Secondo alcune credenze, infatti, si afferma che i funghi che crescono in "cerchio" siano generati da danze notturne di mwar8streghe o di mwasagnomi ("mwasecerchio delle streghe").

Nella mwasmCina antica, ad esempio, il fungo mwasqku o mwasuchih era considerato simbolo di lunga vita, magico, divino e legato in qualche maniera all'immortalità.

Gli mwascAztechi e i mwasgMaya consideravano i funghi allucinogeni "carne divina", per le loro particolari proprietà.

Anche nell'mwasoantica Grecia, come in mwassCina, il fungo era considerato simbolo di vita e pertanto divino.
Narra infatti una leggenda che l'eroe mwas0Perseo, dopo un lungo viaggio, trovandosi stanco ed assetato, si poté rifocillare con dell'acqua raccolta all'interno del cappello di un fungo; per questo motivo decise di fondare in quel posto una nuova mwas4città che chiamò mwas8Micene (che deriverebbe così da μύκης mwatamýkēs = fungo), dando vita alla mwateciviltà micenea.

Invece nella mwatmRoma antica il fungo, pur apprezzatissimo per le sue qualità culinarie (ad esempio l'mwatqmwatuAmanita caesarea), diventò anche simbolo di morte: sono vari gli episodi tra leggenda e realtà legati alla concezione funesta dei funghi. Si narra ad esempio che l'mwatyimperatore mwatcClaudio era così ghiotto di funghi che morì proprio a causa di questi: la moglie mwatgAgrippina, conoscendo questa sua debolezza culinaria e desiderando mettere sul trono, al suo posto, il figlio di primo letto mwatkNerone, lo avrebbe fatto avvelenare proprio con dei funghi velenosi.

La mwatsmitologia nordica, invece, narra che una volta mwatwOdino era inseguito dai diavoli e le gocce di bava rossa che cadevano dalla bocca di mwat0Sleipnir, il suo mitico mwat4cavallo ad otto zampe, si trasformarono magicamente in funghi rossi.

In mwauaSiberia, come racconta James Arthur, un etnobiologo di fama internazionale, «gli mwauisciamani usavano e usano il fungo mwaummwauqAmanita muscaria come un sacramento religioso. Essi – dice – entrano attraverso un'apertura del tetto e portano questi funghi (allucinogeni) in grandi sacchi». Sono vestiti di rosso e bianco, i colori dellmwauu'mwauymwaucAmanita, che in Siberia cresce nei boschi di conifere.

Note

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Bibliografia

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Collegamenti esterni

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